Il sito del Giovedi'

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Benvenuti nel sito del Giovedì

17 maggio 2012

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Mafie in pentola

La (bravissima) attrice Tiziana Di Masi ha recitato uno spezzone dello spettacolo Mafie in pentola (testo di  Andrea Guolo), giunto alla 96esima replica, tratto dalle esperienze "alimentari" (e non solo) delle associazioni Libera e Abele conseguenti ai sequestri/espropri eseguiti in questi ultimi anni ai danni delle varie mafie che infestano l'Itala: dalla Calabria alla Lombardia, dalla Sicilia al Piemonte.

Uno spettacolo "impegnato", senza la minima concessione alla banalita' ridanciana, eppure leggero, spiritoso, ricco di humor. Godibilissimo.

Una serata davvero arricchente sotto tanti profili. Averne di serate cosi'! Complimenti tanti tanti a Tiziana.
 

10 maggio 2012

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Ventiduesimo compleanno del Giovedì

Serata epocale, da libri di Storia. L’affluenza è stata continua, come un fiume in piena -molto ben agghindato - fuoriuscito dagli argini. Basti un dato: sono state bevute 137 bottiglie di vino! E i vestiti? Molti smoking e moltissimi abiti da sera rossi o con qualcosa di rosso, alcuni davvero straordinari (guardate le foto).

E la torta di compleanno? Buonissima e spiritosa, con le foto in marzapane di Augusto e Willy in bella evidenza accanto al numero 22 e alle candeline (merito di Silvia Muciaccia )

E il concerto ? Incredibile: come avere dato spazio a quattro marziani che hanno eseguito le musiche - coltissime - originarie del loro lontano pianeta, di fronte a un pubblico di umani dapprima attoniti, poi conquistati, poi plaudenti senza ritegno. L’AltRock Quartet, un ensemble cameristico nato per suonare sia musica colta che jazz, - composto da Emilio Galante al flauto, Valerio Cipollone al clarinetto basso, Little John al violino e Bianca Fervidi al violoncello - ha dato vita, nonostante il caos della serata, a un concerto che ha costretto tutti al silenzio, con il fiato sospeso per l’ammirazione. I complimenti alla fine sono scrosciati impetuosi. Oceanici.

Un solo neo: Augusto ha perso la voce nel corso della serata ed è stato quindi costretto a ricorrere al sussurro e all’arte antica della improvvisazione mimica.
In molti, prima di lasciare la festa, hanno detto con un moto di sincera consapevolezza: “Fin che va così, va davvero bene! Cento di questi giorni, caro Giovedì!”