Ventiduesimo compleanno del Giovedì
Serata epocale, da libri di Storia. L’affluenza è stata continua, come un fiume in piena -molto ben agghindato - fuoriuscito dagli argini. Basti un dato: sono state bevute 137 bottiglie di vino! E i vestiti? Molti smoking e moltissimi abiti da sera rossi o con qualcosa di rosso, alcuni davvero straordinari (guardate le foto).
E la torta di compleanno? Buonissima e spiritosa, con le foto in marzapane di Augusto e Willy in bella evidenza accanto al numero 22 e alle candeline (merito di Silvia Muciaccia )
E il concerto ? Incredibile: come avere dato spazio a quattro marziani che hanno eseguito le musiche - coltissime - originarie del loro lontano pianeta, di fronte a un pubblico di umani dapprima attoniti, poi conquistati, poi plaudenti senza ritegno. L’AltRock Quartet, un ensemble cameristico nato per suonare sia musica colta che jazz, - composto da Emilio Galante al flauto, Valerio Cipollone al clarinetto basso, Little John al violino e Bianca Fervidi al violoncello - ha dato vita, nonostante il caos della serata, a un concerto che ha costretto tutti al silenzio, con il fiato sospeso per l’ammirazione. I complimenti alla fine sono scrosciati impetuosi. Oceanici.
Un solo neo: Augusto ha perso la voce nel corso della serata ed è stato quindi costretto a ricorrere al sussurro e all’arte antica della improvvisazione mimica.
In molti, prima di lasciare la festa, hanno detto con un moto di sincera consapevolezza: “Fin che va così, va davvero bene! Cento di questi giorni, caro Giovedì!”
